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DAL CONFLITTO LA RELAZIONE, DALLA RELAZIONE LA SCELTA – 30 gennaio 2016 Laboratorio introduttivo al percorso

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Le iscrizioni si chiuderanno il giorno
21 gennaio 2016

Calendario e programma degli incontri

Presentazione standard1corretta

LE TECNICHE

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Ciascun incontro si avvarrà di momenti di didattica, momenti di laboratorio in gruppo e scambi di focusing in coppia alla pari.

Al termine sarà rilasciato un attestato per gli usi consentiti.

Per partecipare agli incontri è necessario un colloquio conoscitivo da concordare con le responsabili.

Il colloquio può aver luogo anche via Skype o telefono.

Il corso è a numero chiuso e si rivolge e tutti coloro che desiderano acquisire nuovi strumenti per la cura del benessere della persona da utilizzare per sé o da applicare al proprio lavoro (psicologi, operatori socio sanitari, animatori di comunità, religiosi, sacerdoti, insegnanti, ecc).

Il percorso e’ condotto da

Dott.ssa Roberta de Bury: Psicologa neo-rogersiana e trainer certificata di Focusing dal T.F.I. di New York.

Dott.ssa Chiara Catapano: Psicoterapeuta Neo-rogersiana

Gli incontri si svolgeranno presso il

Centro “A Ruota Libera”
via
Caldieri 140- Napoli

Info:

3395209468

3397322221

obiettivopersona@gmail.com

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Esercizi spirituali ignaziani: guarire la psiche alla luce dello Spirito

GLI ESERCIZI IGNAZIANI: UNO STRUMENTO STRAORDINARIO PER GUARIRE LA PSICHE ALLA LUCE DELLO SPIRITO.

di Roberta de Bury

Mi chiamo Roberta de Bury e sono stata lontana, veramente molto lontana da Dio per tantissimi anni.  Poi, un giorno, il Signore ha travolto la mia esistenza e da allora tutto è cambiato. Con questa nuova luce ho dovuto rileggere tutta la mia vita e questo mi ha posta anche di fronte ai miei fratelli con occhi nuovi.
A causa del mio lavoro d’accompagnatrice spiritale laureata in psicologia, mi confronto da tempo, quotidianamente, con la disperazione della gente e ho il privilegio d’esplorare da vicino il mistero complesso e meraviglioso dell’animo umano. Da quando il mio sguardo è cambiato, questo profondo contrasto tra la bellezza nascosta e la sofferenza espressa delle persone che incontro, mi ha fatto entrare profondamente in crisi.
Sento, infatti, che con il mio lavoro posso solamente aiutare le persone a adattarsi ad uno stato di cose che, essendo completamente disumano – pur essendo il risultato dell’umano lavoro – non è altro che la ragione della loro sofferenza. Sono consapevole dell’importanza di dare risposte ai “tu” sofferenti che incontriamo sulla nostra strada, ma i sistemi che utilizziamo oggi per rimuovere il dolore non fanno altro che coprirne le cause. Anche un lavoro di crescita nella conoscenza di sé e, quindi, d’aumento della consapevolezza dei propri meccanismi psichici – che dovrebbe produrre un’integrazione di ciò che crea squilibrio e crisi nella psiche umana – è un lavoro parziale quando, addirittura, non diviene inutile e pericoloso. Infatti, pur riuscendo con successo ad aiutare le persone a riprendere la loro strada e pur sentendomi soddisfatta quando le aiuto a liberarsi dai loro demoni fatti di fobie, ansia e depressione, la domanda, che mi pongo sempre più spesso è: se questi sono i sintomi di un cancro sociale, il mio sforzo non dovrebbe essere quello di contribuire a rimuoverlo, piuttosto che aiutare la gente a adattarvisi? Condivido l’importanza delle terapie che combattono il dolore  e so quanto queste siano, comunque, utili per combattere la malattia, ma so anche che queste non possono sostituire le cure realmente efficaci, che molto spesso sono molto dolorose.
E’ qui che nasce la mia crisi di donna di fede perché, lavorando su me stessa, mi sono resa conto che, affiancando alla psicoterapia il percorso degli esercizi ignaziani, si produce nella persona una strana pace fatta d’inquietudine profonda e di bisogno di cambiare la realtà che la circonda, iniziando dalla propria vita. Sono, quindi, arrivata alla conclusione che una reale crescita produce nell’uomo un desiderio di cambiare la propria vita radicalmente perché, oltre a fare aumentare in lui il sentimento di dolore – causato dalla percezione emotiva che la strada che il mondo sta seguendo è la vera causa della sofferenza individuale -, gli procura anche una tensione ad agire per cambiare tale realtà, iniziando dal proprio modo di vivere, facendogli “sentire” fortemente la necessità di radicarsi in Dio.
Inoltre, studiando e praticando da diversi anni gli esercizi di S. Ignazio, ho potuto constatare che, non solo il cammino di crescita della persona attraverso questo percorso la conduce a desiderare tale cambiamento, ma questo strumento permette agli individui di vivere ed attraversare le tappe tipiche dell’itinerario psicoterapeutico in tempi più brevi  e con minore fatica, a causa del sostegno e dell’azione della Grazia.
Per questo motivo, ho sentito l’esigenza di completare la mia formazione attraverso percorsi alternativi ai soliti corsi d’approfondimento che si limitavano all’aspetto psicologico.
Ho seguito, quindi, corsi concernenti l’area biblica, presso la Sezione S. Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale; ho partecipato a diversi itinerari di formazione alla preghiera contemplativa ed ho seguito un corso triennale per diventare guida spirituale, organizzato dai gesuiti e più precisamente da p. Michele Lavra, Superiore della Residenza del Gesù di Roma; ho, inoltre, collaborato con p. Paolo Gamberini alla realizzazione di un percorso di preghiera contemplativa e ho partecipato, in veste di sua assistente per i colloqui, a ritiri spirituali d’esercizi ignaziani. Praticando, poi, da diversi anni nella quotidianità, la preghiera degli esercizi di S. Ignazio, studiandone approfonditamente l’itinerario mettendolo in relazione a percorsi psicologici ed esaminandone i vari adattamenti realizzati per avvicinarsi il più possibile alla gente, oggi sento chiaramente che questa è la strada giusta per proseguire nella mia attività.
Il  mio lavoro mi ha portata, poi, a scoprire una realtà veramente angosciante. Infatti, i più disperati, quelli che  hanno perso completamente il senso della vita, sono quelli che non riconoscono più Dio o che lo hanno relegato in fondo ad un elenco di priorità psedo-vitali e di falsi bisogni. Questi sono  quelli di “fuori”, i “cattivi”, il gruppo di gente al quale noi cristiani ci gloriamo di non appartenere. Queste persone, che si sentono terribilmente giudicate da noi “buoni”, non vanno a raccontare il loro dolore ai sacerdoti, perché non credono più in Dio e, quindi, nella chiesa. E’ questa la realtà che mi ha colpita e ferisce quotidianamente il mio cuore e per questo motivo, ho sentito l’urgenza di provare ad affrontare la questione. Infatti, è proprio questa la categoria di persone che si rivolge a me chiedendomi pace. Io sto cercando d’aiutare questi miei fratelli sedendomi al loro fianco, ascoltando il loro grido di dolore, penetrando nell’inferno dei loro cuori, facendo loro sentire che una donna laica, fortemente radicata in Dio ma non inserita in nessun istituto riesce ad amarli per quello che sono. Ho visto che questo fa nascere in molti tante domande, fino a produrre in loro il desiderio d’iniziare a ri – conoscere Dio. Solo a questo punto posso iniziare a proporre un cammino che è a metà tra un percorso psicologico ed un percorso spirituale, avvalendomi anche di vari adattamenti degli esercizi ignaziani. Facendo la mia esperienza in tal senso ho, infatti, capito che, solo dopo un cammino di recupero di sé e del vero volto di Dio, le persone possono godere totalmente dei benefici delle settimane o dei mesi ignaziani.
Difatti, frequentando i ritiri spirituali ho dovuto tristemente appurare che lo straordinario strumento degli esercizi è veramente poco conosciuto e, molto spesso, anche chi lo pratica non ne ha compreso appieno le straordinarie potenzialità. Inoltre, ho potuto constatare con stupore e tristezza che le persone che intervengono ai ritiri spirituali spesso non sanno quasi pregare, non sono capaci di stare in silenzio, hanno numerosi problemi psichici e idee confuse sulla fede e su Dio. Per questo motivo ho iniziato ad elaborare  forme d’adattamento degli esercizi, che aiutino le persone a pregare, che insegnino loro a fare silenzio per imparare l’ascolto. Sono questi percorsi da vivere nel quotidiano, basati soprattutto sul Principio e Fondamento, studiati per aiutare le persone a mettere meglio a fuoco il volto di Dio e la loro relazione con Lui ed in questo lavoro d’elaborazione ho sempre avuto il sostegno e l’appoggio dei Padri Gesuiti, ai quali ho sempre sottoposto le mie idee per un confronto.
Da tutte queste esperienze è nata in me l’esigenza di trasformare piano, piano la mia attività per dedicarmi sempre di più allo studio ed alla divulgazione degli esercizi ignaziani.
Gli esercizi di S. Ignazio sono stati per me uno strumento fondamentale nel farmi decidere a cambiare radicalmente la mia vita; sono stati il mezzo cha ha usato il Signore per rendermi a me stessa e per ridonarmi la gioia, spingendomi a trasformare, giorno dopo giorno il mio cammino per pormi alla Sua sequela. Hanno liberato il mio cuore dall’angoscia e dalla disperazione e mi hanno fatto trovare altre ragioni di vita, una delle quali è offrire agli altri la stessa opportunità che è stata offerta a me. Negli esercizi il Signore ha parlato con forza al mio cuore e mi ha guarita. Se questo è stato possibile per me – che venivo veramente da molto lontano! – allora è possibile per tutti.

 Altri articoli di Roberta de Bury

1. LA CORPOREITÀ DELLO SPIRITO: UN PERCORSO PER CREDENTI E NON CREDENTI.

2. IL CAMMINO VERSO IL SE’: UN VIAGGIO TRA CORPO PSICHE E SPIRITO

3. “LA MIA AFRICA”:  VIAGGIO DI UNA PSICOLOGA IN BENIN

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            il Cerchio Infinito
             Associazione Culturale

               presenta

                 ARIPAN SEGNI SULLA TERRA RITI NELLO SPAZIO

 

 Calendario eventi:

23  settembre:    ore 10      “L’arte Mithila incontra i bambini”
                                                    
91° Circolo didattico

                                 ore 17     “La forza del segno”
                                                     
Sala consiliare della Provincia 
                                                    S. Maria la Nova ;
                                                    
Intervento dell’artista Sashibala con
                                                    realizzazione di un aripan
                                                   
Incontro col maestro Kashyap

 

24  settembre        ore 10      “Mithila art :un segno di cambiamento”
                                                       
Istituto Froebeliano                             

                                
                                ore 16      ” Rito, mito e narrazione”
                                                    
 Sala Gemito
                                                    p.zza Museo                
                                                  
 Intervento dell’artista Sashibala con
                                                   
realizzazione di un aripan
                                                   
Il maestro Kashyap racconta…
                                                  
  Mostra espositiva

 

25  settembre       ore 12     “Il sapere delle donne tra la terra e il cielo”
                                                
Istituto Psicopedagocico G. Mazzini; 

                               ore 19     “Per un’arte senza casta” 
                                                 
Ass. Canto Libre 
                                                  via Giovanni Maggiore Pignatelli 35
                                                 
Mostra mercato
                                                 
Esposizione fotografica di Alain Volut
                                                
Il maestro Kashyap e l’artista Sashibala 
                                                 
saluteranno gli amici  
                                             

                                             

L’ssociazione Culturale “il Cerchio Infinito” promuove  l’intervento di Krishna Kumar Kashyap, e Sashibala, Direttore e Artista della University of Arts & Crafts del Bihar

L’obiettivo degli eventi organizzati nei giorni 23, 24, 25 settembre a Napoli è far conoscere e diffondere la straordinaria esperienza della Free University of Arts & Crafts del Bihar , particolarmente ricca di motivi di interesse antropologico, sociale, artistico.   

La scuola si trova a Baretha nel Bihar, uno degli stati più poveri nell’India, ed è dedita alla diffusione, indipendente dalla casta e dalla condizione economica, dei “saperi” tradizionalmente utilizzati dalle donne delle caste più elevate.

 I motivi dell’Arte Mithila, sia a soggetto narrativo, mitologico, religioso, sia gli Aripan, sono all’origine del metodo di alfabetizzazione che il maestro Kashiap ha realizzato e utilizza a Barheta: destrutturando le forme e gli stilemi grafici dei decori per le caste alte, e del tatuaggio per le caste inferiori, vengono individuati i segmenti necessari per la composizione dei caratteri hindi, sperimentati nella scrittura, decifrati nella lettura. L’apprendimento nasce così dal riconoscimento, dalla consapevolezza, dalla sperimentazione di competenze e saperi naturali o naturalmente acquisiti.
 Le iniziative del governo di Indhira Gandhi  che negli anni settanta promossero la trasformazione commerciale della tradizione Mithila, favorirono l’istituzionalizzazione nel 1983 della University of Arts & Crafts, sostenendo, anche con il finanziamento, il lavoro di alfabetizzazione e di sviluppo socio economico femminile.

Così la scuola si caratterizza come un luogo speciale, prima di tutto di incontro: l’incontro “possibile” delle donne, costrette dalle caste alla separatezza, un luogo sociale, aggregante che diventa, grazie al lavoro meticoloso e  le consapevolezze conquistate, un luogo “aperto”, oggi addirittura di  consapevole “produzione”artistica, che accede  al mercato, verso modi differenti di sviluppo e di riconoscimento.
 
Il fascino dell’esperienza è che queste forme, in particolare l’Aripan, impronte  dell’incontro arcaico con il sacro, continuano, tracciate nella contemporaneità dai gesti delle artiste come Sashibala, a trasmettere la pregnanza di un rito di appartenenza, di armonizzazione cosmica.

Sono questi momenti che l’Associazione,  coerentemente con gli  interessi statutari legati alla fenomenologia del segno espressivo e comunicativo, vorrebbe favorire negli incontri napoletani, oltre ovviamente ai dibattiti, alla mostra dei lavori, alla proiezione di materiali fotografici e di documentazione e al racconto di esperienze.

 

Krishna Kumar Kashyap
Direttore della University of Arts & Crafts del Bihar.

Artista, insegnante, studioso di arte ed iconografia tradizionale indiana, impegnato da anni a promuovere lo sviluppo socio-culturale e l’emancipazione socio-economica in particolare delle donne nella regione del Bihar (India del Nord) attraverso progetti di alfabetizzazione, educazione all’arte, programmi culturali e tecnico-produttivi, nonche’ operatore e coordinatore di programmi di assistenza e sviluppo realizzati negli ultimi vent’anni in numerose zone disagiate dell’India.

Docente di Sanscrito e Pittura Tradizionale.

Ha dedicato numerosi anni allo studio della tradizione (femminile) degli Aripan, complessi diagrammi realizzati sul terreno che ricostruiscono l’armonia dell’universo utilizzando temi tratti dalla filosofia e dalla mitologia hinduista, ricercandone e riproducendone i motivi decorativi, i significati simbolici, le tecniche.

Ha sperimentato ed introdotto, giovanissimo, un nuovo metodo di insegnamento delle basi della lingua e della scrittura hindi per gli adulti non alfabetizzati (le donne in particolare) attraverso l’utilizzo della pittura tradizionale Mithila.

Dal 1999 collabora ai programmi di ricerca del Dipartimento di Studi Asiatici DSA/CE.L.S.O. di Genova, ed in qualità di docente e consulente scientifico alla realizzazione di corsi e seminari teorico-tecnici dedicati alle arti tradizionali ed alla cultura indiane.

Nell’ambito della Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea ASIART 1999 e’ stata dedicata una sezione espositiva speciale (“MITHILA ART”) alle opere prodotte dalla University of Arts & Crafts del Bihar, accompagnata da conferenze, seminari e stage tenuti dallo stesso Krishna Kumar Kashyap.

Tra le sue pubblicazioni: “Mithila Chitra-Lipi”, 1972 – “Mithila Chitra – Shailee”, 1974 – “Miths from Mithila Art”, 1985 – “Learning Mithila Painting”, 2000 – “Mithila Kor”, 2001 – “Mithila Aripan”, 2002.

 

Aripan

La parola Aripan deriva dal sanscrito arpan che significa “dedizione”, “offerta spirituale”. Gli Aripan della tradizione Mithila sono complessi diagrammi realizzati sul terreno che ricostruiscono l’armonia dell’universo utilizzando temi tratti dalla filosofia e dalla mitologia hinduista, in un insieme di forme geometriche ed elementi naturali.

Simili nella struttura ai Mandala o ai Kolam realizzati in altre zone dell’India, gli aripan sono una delle espressioni piu’ significative dell’arte Mithila, elaborati per ottenere l’unione con l’assoluto attraverso la contemplazione e la totale dedizione del proprio corpo e del proprio spirito. Tradizionalmente vengono realizzati prevalentemente dalle donne in occasioni rituali, con pasta di riso bianco macerato, tracciando i segni con le dita direttamente sul terreno.

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OBIETTIVO PERSONA

Centro di Psicologia e altre Scienze Umane

 

in collaborazione con

Associazione “A Ruota Libera”

 

 Mercoledì 21 maggio, ore 19, in via Caldieri 140

 

(c/o “A Ruota Libera”)

 

presenta

 

CORPO A CORPO

Storie di solitudine e incontri

 

Itinerari di viaggio e percorsi dell’anima

nelle parole di Rossella Tempesta “Passaggi di Amore”

e Giancarlo Marino “La parabola dei ciechi”

e nei dipinti dell’artista Bill Papaleo.

All’incontro con gli Autori

il pubblico potrà contribuire

leggendo le proprie poesie

sul tema della serata.

 

Lungo è il cammino, fuori e dentro di noi, che scandisce la nostra vita, la nostra crescita, la scoperta del mondo. Ricordi e conquiste, attesa e desiderio, sentimenti, emozioni, amore e dolore spezzano il nostro guscio e infrangono barriere limiti ostacoli. Ma cosa accade quando la fiamma della vita che arde in noi s’incontra con le molteplici piccole fiamme degli altri?

 

 

 

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