La psicologa Annamaria Manzoni, promotrice del progetto già presentato in altre regioni italiane, spiega : “Non si deve dimenticare che la capacità di individuare e riconoscere i sentimenti e le emozioni degli altri, di vedere la realtà da un punto di vista che non sia esclusivamente il proprio, è fondamentale nella vita delle persone: permette di strutturare il proprio comportamento tenendo conto delle esigenze dell’altro, con il risultato spesso di inibire comportamenti aggressivi e disfunzionali. Ciò è ormai talmente riconosciuto, che esistono addirittura programmi tesi a promuovere lo sviluppo dell’empatia: lo si fa chiedendo ai bambini di identificare le emozioni degli altri, e di leggere le proprie reazioni in risposta ad esse. Circhi e zoo vanno nella direzione esattamente opposta: educano il bambino a non riconoscere lo stato d’animo dell’animale che ha davanti, a disconoscere i suoi segnali di sofferenza, a reagire con la gioia e il divertimento al suo disagio: gli stanno proponendo un buon tirocinio per abituarsi a fare altrettanto con i suoi simili.”
Continuamente noi psicologi nella nostra attività professionale ci imbattiamo con la sofferenza ed il disagio provocati dalla difficoltà di relazionarsi agli altri in maniera autenticamente empatica; appare quindi indispensabile incentrare la nostra attenzione su quelle fasi dello sviluppo in cui tale capacità può essere sviluppata ed affinata oppure contrastata e fatta involvere.
Pare in tal senso doveroso sostenere anche con la nostra professionalità un ampio movimento, teso a provocare necessari e ormai improrogabili cambiamenti di costume, ponendo fine a pratiche anacronistiche che, strutturandosi su di una forma di violenza dissimulata, propongono la sopraffazione come componente legittima delle dinamiche relazionali.
DOCUMENTO:
Premesso
che la coesistenza con gli animali, dotati di dignità propria quali esseri viventi, è un’esigenza profonda e autentica della specie umana;
che le relazioni che stabiliamo con loro, lungi dall’essere neutre, sono elementi in grado di incidere sull’emotività e sul pensiero;
che il rapporto con loro è elemento di indiscussa importanza nella crescita, nella formazione, nell’educazione dei bambini;
i sottoscritti psicologi
esprimono motivata preoccupazione rispetto alle conseguenze sul piano pedagogico, formativo, psicologico della frequentazione dei bambini di zoo, circhi e sagre in cui vengono impiegati animali.
Queste realtà, infatti, comportano che gli animali siano privati della libertà, mantenuti in contesti innaturali e in condizioni non rispettose dei loro bisogni, costretti a comportamenti contrari alle loro caratteristiche di specie.
Tali contesti, lungi dal permettere ed incentivare la conoscenza per la realtà animale, sono veicolo di una educazione al non rispetto per gli esseri viventi, inducono al disconoscimento dei messaggi di sofferenza, ostacolano lo sviluppo dell’empatia, che è fondamentale momento di formazione e di crescita, in quanto sollecitano una risposta incongrua, divertita e allegra, alla pena, al disagio, all’ingiustizia.
I sottoscritti psicologi
attenti a promuovere il benessere psicologico dell’individuo, del gruppo, della comunità, auspicano e sostengono un radicale cambiamento di costume che vada in direzione della chiusura degli zoo e del divieto dell’impiego di animali nei circhi e nelle sagre.
Gli psicologi che volessero sottoscrivere, devono semplicemente mandare una mail scrivendo “Aderisco al documento” all’indirizzo chiara.catapano@gmail.com indicando nome, cognome e regione di appartenenza.