Nel lontano e buio medio evo molti cavalieri erravano alla ricerca di qualcosa : alcuni cercavano il sacro Graal, altri la pietra filosofale, il cervello dimenticato sulla luna oppure l’isola che non c’è.
Altri forse non sapevano nemmeno cosa cercare ma continuavano il loro incerto e vago cammino.
Un giorno due fate turchine pensarono di radunare un gruppo di cavalieri per vedere cosa poteva succedere se si fossero fermati e messi insieme.
Affidarono al vento numerosi foglietti fatati che subito affascinarono una dozzina di cavalieri, i quali seguirono le due fate turchine in un antico garage incantanto.
Nel garage i cavalieri erranti si sedettero intorno ad un tappeto magico rotondo e rimasero a lungo a parlare.
Nessuno è mai riuscito a sapere che cosa si dicessero.
Certo ognuno aveva un proprio passato, aveva vissuto tante esperienze belle e brutte.
Forse per questo la gente diceva che si raccontavano la loro vita, con tutti i pensieri, le emozioni, le sensazioni provate.
A tutti sembrava strano che potessero parlare tanto e stare chiusi nel garage tanto a lungo. Il mistero alimentava la curiosità.
Così un giorno un pastore dei dintorni portò il suo gregge a pascolare di fronte all’ingresso del garage per cercare di spiarli.Vide che, con le bacchette magiche, trasformarono un mucchio di eco-balle in spade di vinile con la punta di neon ecologico fiammeggiante.
La leggenda racconta che i cavalieri concordarono di combattere il male fuori e dentro di loro e per questo sistemarono in un angolo una sedia vuota, come esca, perché si sa che le sedie vuote attirano i fantasmi cattivi.
Ogni tanto mentre erano tranquillamente seduti intorno al tappeto rotondo a chiacchierare si sentiva cigolare una porta. Entrava un fantasma cattivo che, pensando di non essere visto e di non essere riconosciuto, andava ad occupare la sedia vuota.
Ma subito uno dei cavalieri lo riconosceva, si alzava si avvicinava alla sedia e con la propria spada fiammeggiante lo disintegrava. Si dice che con questo metodo i cavalieri del tappeto rotondo abbiano distrutto più di trentamila fantasmi cattivi.
Tuttavia, dopo circa trecento anni, non veniva più alcun fantasma cattivo ad occupare la sedia vuota perché in tutta la zona di Napoli e dintorni non ne esistevano più.
Ormai intorno ai cavalieri del tappeto rotondo dilagavano il bene, la felicità, la gioia.
Quindi i cavalieri capirono che il loro compito era finito e decisero di lasciare il tappeto rotondo, per ritrovare ciascuno la strada per la propria casa.
Constatando che i tempi bui del medio evo erano passati ed era iniziata la serena era tecnologica, si salutarono dicendo: non perdiamoci di vista, teniamoci in contatto su facebook!
R. S.