Laboratorio di filosofia: “In vino veritas”
27 Aprile, 2008 di ludoterapia
I Dimenticati: Psicologia e Filosofia si interrogano sull’animalismo
Nel mondo in cui viviamo le forme di sofferenza e di maltrattamento inflitte agli animali sono innumerevoli e spesso travalicano l’immaginazione. Gli allevamenti intensivi, i macelli, gli stabulari della vivisezione, l’impiego degli animali per sport o divertimento, l’industria delle pellicce, l’abbandono ed il randagismo sono solo alcune delle pratiche che caratterizzano il nostro modo di relazionarci verso gli animali e sono tutte accumunate dal fatto di essere considerate normali e naturali dalla gran parte delle persone.
Ma l’evoluzione dell’umanità si è realizzata costantemente grazie all’affermazione d’idee sorte come messa in discussione dell’ovvio e del naturale: se oggi sono quasi scomparsi fenomeni quali la schiavitù, la discriminazione razziale, la diseguaglianza tra i sessi, l’utilizzo della tortura o della pena di morte ciò è dovuto alla lotta di un esiguo numero di persone che inizialmente sono riuscite a percepire la profonda ingiustizia che si celava dietro queste realtà. Il disagio iniziale di tutti costoro è sempre stato quello di rilevare con stupore il fatto che la quasi totalità delle persone chiudesse gli occhi su tali ingiustizie e sofferenze ed in seguito di comunicare con coloro che sembravano sordi alle loro motivazioni.
Questa è la condizione in cui si trovano oggi gli animalisti, che chiedono giustizia e riconoscimento per la sofferenza inflitta quotidianamente a miliardi di animali e che come i rivoluzionari di tutti i tempi si trovano a doversi confrontare con la domanda: “com’è possibile che gli altri non vedano? “
Questo interrogativo drammatico e fondamentale è stato l’argomento dell’incontro che si è tenuto il 9 aprile presso il Centro Obiettivo Persona nell’ambito del laboratorio di filosofia . Questa forma di cecità indotta può essere prodotta da meccanismi di tipo psicologico a cui siamo allenati fin dalla primissima infanzia così come da argomentazioni logiche derivanti da una visione del mondo che riduce a cosa da sfruttare tutto ciò che sia inferiore e diverso.
La psicologa-psicoterapeuta Chiara Catapano ha spiegato con un articolato excursus gli aspetti psicopatologici caratterizzanti i vari modi di relazionarci con gli animali: dalla violenza sadica fine a se stessa, all’atteggiamento dissociato di chi tutela gli animali d’affezione e riduce a cose tutti gli altri, alla inibizione dell’empatia prodotta dal considerare fonte di svago lo spettacolo della sofferenza degli animali realizzato dalla caccia, pesca, zoo, circhi e sagre.
Michele Scotto di Santolo filosofo ha chiarito come le pratiche che hanno avuto per oggetto gli animali siano state rese possibili da una concezione ideologica che si è sostituita ad una onesta ed obbiettiva riflessione sulla realtà animale.