Training Autogeno
19 Marzo, 2008 di ludoterapia
Il Training Autogeno è stato ideato dal medico tedesco J. H. Schultz.
La ripetizione progressiva e sistematica di opportuni esercizi determina una deconessione dell’organismo dagli stimoli ambientali in favore di una attenzione rivolta verso i processi psichici e somatici. In questo stato che non può essere considerato di semi-incoscienza, ma piuttosto un restringimento del campo percettivo, la ripetizione d’immagini o pensieri, espressi in formule verbali interne, è in grado d’indurre modififcazioni somatiche reali ed apprezzabili. L’obiettivo finale è un piacevole stato di distensione muscolare e psichica che consente il recupero delle energie e la riduzione delle tensioni.
Il meccanismo su ci si basa il T. A. è quello della ideoplasia, cioè la tendenza delle rappresentazioni mentali a trasformarsi in percezioni.
Schultz aveva compreso che se lo psichico può influire negativamente sul somatico (si pensi tutta la vastissima gamma dei disturbi psicosomatici), allo stesso modo può influenzarlo positivamente e successivamente, il fisico può avere effetti positivi sullo psichico.
Il T. A. può essere definito una sorta di yoga occidentale: infatti la serie di esercizi inferiori , ma soprattutto quelli superiori sono dei veri e propri esercizi di meditazione.
LA CONCENTRAZIONE PASSIVA
Per concentrazione si intende l’attività di rivolgere l’attenzione verso una direzione.
L’atteggiamento da assumere nello svolgimento del T.A. deve essere quello di “lasciare accadere”. Qualsiasi volontà, determinazione, sforzo attivo, impegno, sono incompatibili con le finalità degli esercizi. Nel T. A. bisogna imparare a pazientare, attendere, lasciare che le cose seguano il loro corso. Un impegno volitivo, una tensione verso la realizzazione degli esercizi impedirebbe, entrando in contraddizione con esso, il rilassamento.
Questo atteggiamento prende il nome di concentrazione passiva: la persona, concentrata sulle formule, assume il ruolo di osservatore passivo di ciò che accade.
Luthe, uno studioso del T. A. ha messo in luce 6 stadi che identificano 6 diverse fasi che si susseguono nel corso degli esercizi e che riguardano le diverse reazioni psico-fisiologiche:
1° stadio della reazione riflessa: il soggetto, per il semplice fatto di assumere l’atteggiamento mentale del T. A. ed una determinata posizione del corpo, realizza in modo riflesso, alcuni mutamenti psico-fisici: ipotonia, senso di pesantezza, vasodilatazione, ecc;
2° stadio della concentrazione passiva: si raggiunge dopo un certo periodo di tempo ed è caratterizzato dal fatto che la persona diventa capace di mantenere con continuità la concentrazione sulle 6 formule standard;
3° stadio della neutralità mentale: la mente è vuota e tranquilla. E’ uno dei possibili risultati che la persona può raggiungere dopo essere passata dalla fase della concentrazione passiva;
4° stadio della disgregazione funzionale: si verifica quando la persona, pur essendo passata attraverso la fase della concentrazione passiva, passa a delle fasi che da un punto di vista tecnico, sono meno adeguate e più dispersive;
5° stadio della accettazione passiva: il soggetto è in grado di sospendere totalmente la ripetizione mentale delle formule standard, assumendo il ruolo di spettatore passivo;
6° stadio del riordino: si tratta della fase conclusiva del T. A. alla fine del quale il soggetto riprende il controllo della sua situazione psico-fisiologica.
LE INDICAZIONI:
Il metodo può essere usato sia in una vasta gamma di disturbi psichici a sfondo ansioso che come sedativo generale. L’autosedazione provoca uno smorzamento della risonanza emotiva ed una riduzione della componente somatica delle reazioni affettive. Permette inoltre il recupero delle energie e quindi un miglioramento delle prestazioni fisiche e mentali.
Il T. A. inoltre può essere utile a tutte le persone che hanno difficoltà a rilassarsi, che sono sempre tese come corde di violino e quindi proprio per questo sempre molto stanche. Imparare a determinare volontariamente uno stato di rilassamento permette di recuperare rapidamente le energie sprecate.
Il T. A. può avere un effetto analgesico ed influire positivamente sui disturbi funzionali del sonno e su quelli psicovegetativi (disturbi da cui è stata esclusa una causa organica).
I disturbi psicovegetativi coinvolgono:
l’apparato gastrointestinale (sensazioni di nausea, peso allo stomaco, vomito, dolori addominali, ecc);
l’apparato cardio-circolatorio (disturbi del ritmo cardiaco, ipertensione instabile cioè in presenza di forti emozioni, stress, conflitti, disturbi circolatori mani e piedi freddi, rossore al viso);
disturbi della respirazione.